Data 15 aprile 2010 numero 5
Riflessioni sul 25 aprile
In una società com’è quella italiana in cui il richiamo ai valori non costituisce un’esigenza fondamentale ma rappresenta una specie di “optional” a cui fare riferimento in momenti e situazioni pretestuose, la celebrazione del 25 aprile, dal punto di vista del’Educazione alla cittadinanza e degli ideali che sono alla base della Costituzione, costituisce un’occasione di riflessione da realizzare con gli alunni.
Notizie dal 3° Circolo: Il poliziotto un amico in più
Nell’ambito delle attività curriculari inerenti l’educazione alla legalità, le classi quinte del 3° Circolo hanno aderito al Progetto“ Il poliziotto un amico in più”
I valori di libertà, democrazia, solidarietà furono vissuti concretamente in quegli eventi e, molto spesso, pagati con l’estremo sacrificio della vita.
E’ opportuno, perciò, che con i bambini si trovino delle occasioni in cui introdurre la conoscenza dei fatti riguardanti la Resistenza, attraverso una lettura, la proiezione di un film, la testimonianza di un partigiano.
In quest’ottica mi sembra utile riportare un famoso brano di Piero Calamandrei, che, in un celeberrimo discorso, riferendosi alla nascita della nostra Legge Fondamentale, indicava con parole commosse il significato della Resistenza ”... Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”.
Un'altra attività potrebbe essere la proiezione di alcuni brani del film di Nanni Loy “ Le quattro giornate di Napoli” o altre pellicole analoghe.
Per il reperimento di materiale relativo alla Resistenza si può far riferimento all’ “ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA”
M.Di Maio
Le problematiche relative alla valutazione dei docenti
E’opportuno cominciare ad affrontare gli aspetti relativi alla valutazione /autovalutazione dei docenti, in quanto le linee di politica scolastica emergenti presentano una tendenza che, inevitabilmente, porterà a prendere in considerazione tale problematica.
Le modalità suscitano ancora molti interrogativi, per cui è importante che i docenti ne prendano atto e se ne facciano protagonisti, per evitare, ancora una volta, di essere spettatori passivi di un’azione che, comunque, li coinvolgerà. Nell’ottica di una professionalità dichiarata e”praticata” sarebbe, quindi, opportuno cominciare ad individuare quali possano essere gli indicatori per realizzare una valutazione che, comunque, si annuncia ardua e complessa. Un primo approccio potrebbe prendere in considerazione :La competenza didattica
Indicatori:Tempo dedicato alla preparazione delle lezioni;metodologie didattiche utilizzate;supporti utilizzati per la didattica; strumenti/tempi per le verifiche e valutazione
La competenza relazionale
Indicatori: Rapporto con gli allievi;
rapporto con i colleghi / ATA, ecc;
rapporto con le famiglie
La competenza organizzativa
Indicatori: Tenuta della documentazione ; assunzione di incarichi di coordinamento; gestione dei tempi Il senso di appartenenza
Indicatori: numero di assenze/permessi brevi; partecipazione ad iniziative progettuali d'Istituto
assunzione di incarichi
Sotto-area 5: sviluppo professionale
Indicatori: partecipazione ad attività di formazione
titoli culturali acquisiti dopo l’immissione in ruolo
sperimentazioni metodologiche effettuate
( adattato e completato da " Tecnica della Scuola")
L’obiettivo è quello di avvicinare i bambini al concetto di “ Polizia di prossimità”: una Polizia che vuole essere più vicina alla gente per conoscerne meglio le esigenze e insieme migliorare la qualità della vita.
L’Ispettore G. Rese , responsabile e conduttore del progetto, si è presentato agli alunni con garbo e carisma, catturando subito la loro attenzione. “ Sono venuto a chiedere la vostra amicizia perché non vediate la divisa come un deterrente ma come un punto di riferimento a cui rivolgervi per affrontare e gestire i pericoli che si possono incontrare nel corso della vita”.
Il progetto si articolerà in quattro incontri in cui saranno fatte considerazioni sui pericoli della droga, sugli atteggiamenti di bullismo e su cosa fare per difendersi , sulla necessità del rispetto delle regole e sui pericoli legati all’uso improprio delle armi e degli esplosivi. L’Ispettore sarà affiancato anche da altre figure quali i poliziotti di quartiere , la polizia scientifica e l’artificiere.
Ci auguriamo che la collaborazione tra la Scuola e la Polizia di stato sia efficace e produttiva e possa ripetersi in futuro per promuovere tra i giovani una solida cultura della legalità e della convivenza democratica.
A. Senatore